Padre Ralph 09/10/2009 - 21:52
Esimio Professore, leggendo le sue parole vi trovo molta demagogia, tipica degli intellettuali di sinistra (perchè gli intellettuali stanno sempre dalla stesa parte). La verità è che per la Scuola si deve fare di tutta un'erba un fascio (magari littorio). La "professoressa" ha riassunto nei 40 km di viaggio verso il nulla un modo di pensare che è tipico dell'Italietta post '68, quella del 6 politico. In quanto insegnante di religione presso un isitituto superiore penitenziario ne ho sentite tante anche io, sapesse Professore. Ora le propongo alcune mie idee sulla riforma scolastica, sulle quali gradirei avere la Sua opinione:
1. Revisione periodica: i Professori come le automobili, dopo i primi 4 anni devono essere sottoposti ad esami di verifica che ne misurino la preparazione, l'aggiornamento del software e i gas di scarico (tramite sonda rettale monouso), in quest'ultimo caso può tatuarsi il bollino blu;
2. Premio di produzione: in base ai voti conseguiti agli esami di maturità (o di terza media) dagli alunni di una scuola, verrano erogati premi di produzione e finanziamenti;
3. Collaboratori scolastici: devono essere meno ignoranti della media degli alunni della scuola in cui lavorano (da verificare tramite apposito esame) e dovranno, per legge, tornare ad essere chiamati "bidelli";
4. Numero chiuso regionale: ogni regione concederà una "corsia preferenziale" ad insegnati residenti in tale regione da almeno 5 anni (no alla migrazione per poi chiedere il trasferimento);
Avrei molti altri punti da aggiungere, ma per ora fermiamoci qui.
Dr.Spock 09/10/2009 - 14:58
Uno come l'esimio Professor Collodi, vorrebbero averlo tutti dalla loro parte e noi di radiobazooki siamo onorati della sua maestosa presenza.
Condivido pienamente quello che scrive e capisco cosa può provare ogni giorno in quel vascone di mangime per maiali.
Il sistema in cui viviamo, a livello mondiale, è, senza giri di parole, una merda; la stessa merda che evacuano ogni giorni gli esseri umani e i maiali, tanto per capirci.
Dove voglio arrivare?
Da nessuna parte e da tutte.
Oggi voglio raccontarle tre storie che mi appartengono.
Tutto qui.
Niente di particolare.
Solo tre storie.
La prima storia parla di unire i puntini.
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria nubile e decise di darmi in adozione. Sentiva nel suo cuore che io dovessi essere adottato da un laureato, così venne preparata la mia adozione, alla nascita, per un avvocato e sua moglie.
Solo quando vidi la luce questi decisero all’ultimo momento di desiderare una bambina. Quindi i miei genitori, che erano in lista d’attesa, vennero chiamati nel mezzo della notte da una voce che chiedeva: “Abbiamo un bambino indesiderato, lo volete?” Essi dissero: “Certo”. Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era mai laureata a che mio padre non aveva neanche il diploma di scuola superiore. Rifiutò di firmare i documenti per l’adozione. Accettò, riluttante, solo qualche mese dopo quando i miei genitori promisero che un giorno sarei andato all’università.
17 anni dopo andai all’università. Ma ingenuamente scelsi un istituto universitario costoso, e tutti i risparmi dei miei genitori lavoratori furono spessi per la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l’utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l’università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Così spesi tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato in un’intera vita di lavoro. Decisi di non seguire il piano degli studi obbligatorio, confidando nel fatto che tutto si sarebbe sistemato. Ero molto spaventato da quella decisione, ma col senno di poi, sarebbe stata una delle migliori decisioni che avessi mai preso. Nel momento in cui scelsi un piano di studio personalizzato avevo la possibilità di ignorare le lezioni che non mi interessavano e di scegliere quelle che mi apparivano più interessanti.
Non era per niente romantico. Non avevo una stanza al dormitorio, così dormivo sul pavimento in stanze di amici. Restituivo i vuoti di birra per i 5 centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 kilometri a piedi attraverso la città, ogni domenica notte, per avere un pasto a settimana al tempio(una specie) Hare Krishna. Che bello. Tutto quello in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile.
Per esempio:
la Bocconi all’epoca offriva quello che era probabilmente il miglior corso di calligrafia del paese. Decisi di prendere lezioni di calligrafia. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri con grazie e senza grazie. Imparai l’importanza della variazione dello spazio tra combinazioni diverse di caratteri. Mi insegnarono quali elementi fanno della tipografia, una grande tipografia. Era affascinante: si trattava di storia, bellezza ed arte come la scienza non può catturare.
Niente di tutto ciò aveva la benchè mnima speranza di una qualunque applicazione nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il sito radiobazooki.com, tutto mi tornò utile. Era ovviamente impossibile unire i puntini guardando al futuro mentre ero all'università e capire in cosa si sarebbe concretizzato. Ma la realizzazione era estremamenta chiara, guardardando alle spalle, dieci anni dopo.
Glielo ripeto, non può unire i puntini guardando al futuro, può connetterli in un disegno, solo se guardi al passato. Deve quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel suo futuro. Deve avere fede in qualcosa – il suo intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita
La seconda storia parla d’amore e di perdita.
Sono stato fortunato – ho scoperto quello che amavo fare molto presto. Sbroz ed io fondammo radiobazooki.com nel garage dei miei genitori quando avevo vent’anni. Lavorammo duro, e in 10 anni radiobazooki.com crebbe dai due che eravamo in un garage ad una società da 10000 euro al mese con più di 40 impiegati.
Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto – radiobazooki.com – un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni. E fui licenziato. Come si fa ad essere licenziati dal sito che hai fondato? Beh, non appena radiobazooki si espanse assumemmo qualcuno che pensavo fosse molto capace nel gestire il sito con me, e per il primo anno le cose andarono bene.
Ma la mia visione del futuro cominciò a divergere e alla fine decidemmo di rompere. Quando ci fu la rottura, i nostri dirigenti decisero di stare dalla sua parte. Così, a trent’anni, ero fuori. E molto pubblicamente. Il centro della mia vita da adulto era completamente andato, sparito: è stato devastante.
Non ho saputo che pesci pigliare per un po’ di mesi. Sentivo di aver deluso la precedente generazione di imprenditori per aver mollato la presa. Incontrai Padre Ralph e John Vasigill per cercare di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu un fallimento pubblico, pensai addirittura di andarmene. Ma qualcosa, lentamente, si faceva luce in me. Amavo ancora quello che avevo realizzato. L’inaspettato e repentino cambiamento a radiobazooki non avevano cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Quindi decisi di ricominciare.
All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento da radiobazooki fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi, fondai una società di nome Punanny Inc. e sono sicurissimo che niente di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato da radiobazooki. E’ stato un boccone amarissimo da buttar giù, ma era la medicina di cui avevo bisogno. A volte la vita ti colpisce in testa come un mattone. Non perdere la fede. Sono convinto del fatto che l’unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l’amore che provavo per quello che facevo. Deve trovare ciò che ama. E’ questo è tanto vero per il suo lavoro e quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della sua vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensa sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fa. Se non lo ha ancora trovato, continui a cercare. Non si fermi. Come tutti gli affari di cuore, lo saprà quando lo troverà. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore al passare degli anni. Quindi, continui a cercarlo fino a quando non l’ha trovato. Non si fermi.
La terza storia parla di morte.
Quando avevo 17 anni, lessi un brano che diceva più o meno: “se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, prima o poi lo sarà veramente”. Rimasi impresso, e da allora, per gli ultimi 33 anni, ho guardato nello specchio ogni mattina e mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.
Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante.
Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.
Circa un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto una TAC alle 7:30 del mattino e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava sicuramente di un tipo di cancro incurabile, e che avrei avuto un’aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il mio dottore mi consigliò di andare a casa e di sistemare le mie cose, che è il messaggio in codice dei dottori per dirti di prepararti a morire. Significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Significa che devi assicurarti che ogni cosa sia a posto così che sarà la più facile possibile per la tua famiglia. Significa che devi dire addio.
Ho vissuto con quella diagnosi tutto il giorno. Più tardi, nel pomeriggio, mi è stata fatta una biopsia. Mi hanno infilato un endoscopio nella gola che è passato per il mio stomaco ed il mio intestino. hanno messo un ago nel mio pancreas e hanno prelevato alcune cellule dal tumore. Ero sotto sedativi, ma mia moglie, che era lì, mi ha detto che quando hanno analizzato le cellule al microscopio i dottori cominciarono a piangere perchè scoprirono che si trattava di una rarissima forma di cancro pancreatico curabile con la chirurgia. Sono stato operato. Ora sto bene.
E’ stata la mia esperienza più vicina alla morte e spero che rimanga tale per qualche decennio ancora. Avendola superata posso finalmente dirle con più certezza di quando la morte era semplicemente un utile concetto ma puramente intellettuale:
Nessuno vuole morire. Neanche chi vuole andare in paradiso vuole morire per arrivarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno vi è mai sfuggito. E così dovrebbe essere perchè la Morte è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo. Proprio adesso il nuovo sono i giovani, ma un giorno non troppo distante da oggi, diventeranno gradualmente il vecchio che deve essere eliminato. Mi dispiace essere così drammatico, ma questa è la verità.
Il tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi – che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane, c’era un’incredibile pubblicazione chiamata
"The Ass Book", che era una delle bibbie della mia generazione.
Sul retro di copertina dell’ultimo numero c’erà la foto di una strada di campagna all’alba, quel tipo di strada sulla quale potreste trovarvi a fare l’autostop se foste così avventurosi. Sotto c’erano queste parole “Siate affamati, siate folli siate assurdi“. Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere folle Rimanere assurdo. Me lo sono sempre augurato.
Ed ora lo auguro a voi.
Siate affamati. Siate folli.